lunedì 3 marzo 2014

Chiuso per Carnevale:

É Carnevale in Brasile. Cittá semi-deserte durante quasi una settimana, tanto durano, da queste parti, i festeggiamenti carnevaleschi. Per la maggioranza dei brasiliani, un'insostituibile tradizione: una maratona di giornate all'insegna di bevute, musiche tanto fesse quanto assordanti e di sesso sfrenato (distribuiti centinaia di milioni di preservativi). Alcuni abbandonano le metropoli, specialmente per concedersi, piú saggiamente, momenti di riposo. Altri, come me, rimangono a godersi la cittá, i pochi locali aperti e gli ampi spazi lasciati nel traffico dalle migliaia di auto che, poche ore prima, si sono dirette verso le spiagge o l'interno, in fretta, per non perdersi le prime "attrazioni musicali" (virgolettato d'obbligo visto il dubbio gusto della proposta d'intrattenimento). Non mi é mai piaciuto e non ne capisco il perché ma se vivi qui devi farne i conti. Oltretutto, se parliamo di conti, occorre farli pensando a quanto salati saranno al ritorno. Visti i prezzi che ultimamente ci hanno sorpreso con gli adeguamenti d'inflazione d'inizio anno, quattro o cinque giornate di pazzia rischino di azzerare i giá scarsi bilanci familiari di molti brasiliani, i quali, comunque, poco sensibili alla programmazione ed alla parsimonia, scelgono ogni anno il famoso motto mediceo "chi vuol esser lieto sia, di doman no v'é certezza". Giovedí, comunque sará tutto finito. Saranno migliaia le vittime del traffico impetuoso di veicoli, dei molti ubriachi alla guida e migliaia i bambini senza padre che, non per colpa dei preservativi difettosi, fra qualche mese, andranno a impreziosire le strade di troppe periferie... 
Sorridi, popolino... e dimentica i tuoi problemi: un anno passa in fretta e tra poco sará di nuovo Carnevale!

martedì 25 febbraio 2014

Fortaleza nell'anno della Coppa del Mondo.

Il ritratto impietoso della Fortaleza 2014, anno dei Campionati di Calcio in Brasile, é stato pubblicato l'altro giorno da un quotidiano. Il quadro fornito é un legante micidiale di tutte le problematiche irrisolte: le delinquenze, le generazioni senza cultura e senza leggi, gli sperperi di denaro pubblico, l'esplosione demografica. Tutto coniugato a fornire la realtá di una cittá spaccata in tre. C'é la piccola area "europea" (attenzione a non esagerare prendendo troppo sul serio l'aggettivo...), quella intermediaria, indefinibile e quella, vastissima, del degrado e dell'impetuosa favelizzazione. A fare da discriminante é l'indice di sviluppo umano, qui chiamato IDH. Misurando il verde pubblico, l'inquinamento, le scuole, i redditi, la salute e mortalitá, tra altri parametri, si ottiene un conglomerato di dati molto efficace per analizzare i contesti sociali. Alcuni quartieri di periferia, falcidiati da migliaia di morti ammazzati per l'incidere violento del traffico di droga, hanno valori veramente bassissimi, compatibili con alcuni stati africani mentre altri, affacciati sul lungomare, presentano tassi europei. Ed il Brasile é questo qua: dodici faticosi anni di era Lula, il leader massimo del proletariato, difensore e paladino del popolo ed otto altrettanto lunghissimi anni di amministrazione comunale rosso-stellata per arrivare alla seguente facile conclusione: crescita economica e sviluppo umano non sempre camminano assieme.
Comunque, se scegliete di vivere "stile europeo", allora cercate casa a Meireles, Beira Mar, Dionisio Torres e Coco; se vi piace l'avventura estrema e vi accontentate, fiduciosi che le cose cambino, lo chef consiglia il Conjunto Palmeras, il Barroso e la Granja Lisboa. 

giovedì 20 febbraio 2014

Il faló delle autolinee.

Si comincia a notare troppo spesso, anche in Fortaleza, l'insorgere di una nuova moda di protestare: l'incendio dell'autobus. In altri stati é considerato normale e quando a farlo sono, come spesso succede, adolescenti di periferia, beh, allora da queste parti é equiparato ad uno sfogo giovanile e quindi automaticamente perdonato da una legislazione passiva e connivente. Per svariate motivazioni in Brasile puoi incendiare un autobus, ne cito alcune: hanno sfrattato Tizio e Caio e forse anche Sempronio i quali occupavano abusivamente lo stabile; é stato ritrovato il cadavere di qualche trafficante e la fazione che lo sosteneva sfoga cosí il proprio rammarico mentre quella antagonista festeggia alla stessa maniera; guerra fra bande di spacciatori... in questo caso la disputa é fra chi ne brucia di piú; le popolazioni dei calmi e pacati quartieri periferici protestano per maggiore sicurezza stradale, per le fognature straripate, per il troppo secco o per la troppa pioggia, oppure solo a favore dell'installazione di un semaforo: bruciamo un autobus cosí ci vedono meglio al telegiornale! Non é uno scherzo, é la verita. Otto bruciati in pochi giorni a Fortaleza, dove la modalitá era sconosciuta. Comunque, state tranquilli, il massimo che vi puó succedere, se decidete di usare il servizio di trasporto pubblico, é arrivare in ritardo all'appuntamento, dovendo aspettare il prossimo magari in un lontanissimo rione periferico e questo se non viene bruciato a sua volta! Un consiglio comunque: scendere sempre rapidamente dall'automezzo!

martedì 11 febbraio 2014

Piogge, politica energetica e record di rapine sugli autubus.


Alcuni spunti di riflessione per oggi: Le pioggie cominciano ad apparire nell'interno del Ceará e soprattutto nella zona dell'alto e medio Jaguaribe, quella che alimenta i due maggiori invasi dello stato, i qui livelli si sono piú che dimezzati in 2 anni di scarse piogge. É presto per dire se servirá a qualcosa, anche considerando le previsioni degli specialisti, i quali scartano la possiblitá di avere grandi precipitazioni per quest'anno. Ottime considerazioni per allacciarmi al tema dell'energia elettrica citato nel titolo. Il governo Federale aveva puntato gran parte delle risorse per lo sviluppo su di un'energia economica proveniente dall'abbondanza di acqua nelle dighe: I livelli di quest'ultime, soprattutto nel sud-est, sono pericolosamente bassi e non si scartano forme di razionamento. Speriamo almeno che sia l'ora per pensare seriamente all'energia fotovoltaica, una ricchezza per il paese non ancora sfruttata. E non potevano mancare gli atti di ordinaria assenza di leggi, giustizia e stato nel Ceará. Statistiche della Polizia informano che nell'anno appena passato, i casi rilevati di rapine ai danni degli utenti degli autubus e delle proprie imprese di trasporto hanno raggiunto la cifra di sei per giorno. In alcuni casi, i malviventi, spesso adolescenti a cui la legge ottusa brasiliana permette qualsiasi cosa, si siedono al posto del controllore, sostituendosi a questo e riscuotendo il biglietto direttamente dai cittadini. Questi ultimi non hanno via d'uscita: o l'infernale trasporto pubblico, sovraffollato, rumoroso, torrido e pericoloso o starsene a casa senza lavoro.


domenica 9 febbraio 2014

Nuovi problemi per il governo che verrá.


E allora via con la prima! Oggi, domenica, il giornale "O POVO" pubblica in prima pagina un'articolo di approfondimento sulle irrisolte questioni che attendono il prossimo Governatore, la cui elezione avverrá in ottobre. 
Richiamiamo alcuni punti. I problemi trovati ad inizio legislazione permangono ed addirittura, in molti casi (vedi criminalitá, con la cittá al 7º posto nella graduatoria delle piú violente nel mondo), si sono inaspriti. Altri problemi che ad inizio del governo Cid Gomes non esistevano, sono emersi prepotentemente e mi riferisco alla siccitá. Vivere nel Ceará, come in gran parte del Nordest significa convivere con la poca pioggia ma alcune annate di precipitazioni abbondanti avevano colmato i grandi invasi e fatto ritenere che i grandi progetti potessero attendere. Da fonti sicure so per esempio che é stato investito pochissimo in macchine per trivellare e nella realizzazione di pozzi. Problematiche urbane: gli specialisti sottolineano la favelizzazione anche dei centri di villeggiatura come Guaramiranga (dove le belle montagne coperte da vegetazione tropicale sono invase da costruzioni abusive) o delle localitá di spiaggia. Le medie cittá crescono senza piani regolatori, senza controlli; immettere auto nel traffico é ritenuto l'unico segnale di crescita degli indici di qualitá della vita. Pochissima attenzione verso i problemi dati dall'espansione dei centri urbani, primo fra tutti quello dei rifiuti, porteranno alla convivenza con veri e propri ordigni inesplosi. 
Ma il governo Cid é stato comunque quello che piú ha investito in opere pubbliche da sempre. Praticamente ha fatto decollare l'industria e l'economia del Ceará con la costruzione e lo sviluppo del Porto di Pecem e delle attivitá esistenti nell'area. Ha costruito i tanto attesi ospedali regionali nelle cittá dell'interno, una vera chimera per i governi passati e le Unitá di pronto intervento d'emergenza 24 ore (UPA): insomma un governo che se non ha risposto a tutto (ed é mancato proprio sul fronte violenza) ha comunque creato molto ed investito nello sviluppo della societá locale. 

2014: anno nuovo, il Blog cambia.

Canoa Quebrada - CE, dicembre 2013
Con l'inizio del nuovo anno, sorgono spontanee le considerazioni e le valutazioni su quello appena trascorso e si tenta timidamente di mettere in atto tutti i grandi progetti e le meravigliose intenzioni che puntualmente, in prossimitá del capodanno, appaiono. Volente o nolente ogni passaggio di anno é uno spartiacque. Per quanto riguarda il blog, mi rendo definitivamente conto di non riuscire piú ad aggiornarlo con la frequenza che meriterebbe. Purtroppo il lavoro, seguendo una strana legge matematica, pur non aumentando nel suo comparto rendite (ahimè!), aumenta invece per quanto riguarda il peso, le mansioni, le responsabilitá ed il tempo perso. Ne risulta il suddetto poco tempo a disposizione per le attivitá che qualche anno fa erano il centro della mia attenzione. Ho pensato quindi di pubblicare piú spesso ma riportando solamente, ed in forma succinta, alcune curiositá apparse nei media locali od a me personalmente e che possano ben rendere l'idea di come vanno le cose da queste parti. Spero almeno in questo modo, di riuscire ad essere piú presente: condizionale d'obbligo, comunque! Per finire, una precisazione: non perdiamo mai di vista il fatto che quando parlo di Brasile, normalmente parlo di Ceará o di Nord-est...in altri Stati, ad altre latitudini, le cose possono essere, e spesso sono, molto differenti. Non mancheranno comunque le occasioni di commentare le notizie riportate, anche con l'aiuto dei lettori. Un saluto ed un buon 2014 a tutti anche se in ritardo!

lunedì 16 settembre 2013

Il difficile risorgere della Praia de Iracema

Una passeggiata domenicale sul lungomare di Iracema mi ha offerto l'opportunitá per alcune inevitabili riflessioni: come riportare il quartiere simbolo del glamour di Fortaleza ai fasti del passato? E soprattutto: é ancora possibile farlo o purtroppo i tempi sono decisamente cambiati? Il progetto di riqualificazione dell'area langue, mi sembra di capire. La pavimentazione, fatta con materiale mediocre, posto in opera in maniera ancor peggiore, giá dimostra l'usura e l'accumulo di sporcizia. La mancanza di ordine e divisione degli spazi pubblici genera un appropriarsi sconclusionato di tutto, senza considerarne gli effetti: si passa dai pattinatori, chi piú chi meno abile ma tutti ugualmente pericolosi, agli skate da utilizzarsi, per essere figo, rigorosamente sull'arredo urbano, danneggiandolo e diminuendone la vita utile; dalle biciclette ai tricicli, piú o meno in convoglio ed in perenne lotta con i pedoni; mettiamoci poi pallonate varie di chi lo spazio lo usa per una "simpatica" partitella di calcio, eppoi i mille venditori ambulanti non qualificati, la mancanza quasi assoluta di controllo di polizia; facce da galera totalmente a piede libero fra i passanti ed i bagnanti; mendicanti, senzatetto e drogati a disputare lo spazio di quello che una volta era il ritrovo divertente e nottambulo della cittá.
Di nuovo, come in altri post ho evidenziato, noto come i progetti pubblici qui non siano mai terminati: appaiono sempre in forse, sempre traballanti, sempre con quel non so che di precario. Analizzando, vediamo i resti diroccati di quelle che una volta erano fiorenti attivitá commerciali, ora ritrovo per disperati. Anche il mitico ristorante "Sobre o Mar" ha gettato la spugna e, in pochi mesi, ció che resta della sua struttura serve solo a suscitare ricordi in chi, come il sottoscritto, qui ha vissuto momenti bellissimi. Alcuni edifici storici, testimonianza di come la cittá intraprese, negli anni quaranta e cinquanta, la sua traiettoria turistica, sono stati restaurati ma il tutto figura come fuori contesto. Non sai che cosa il progetto di riorganizzazione si proponeva e che cosa vuole attualmente essere. Non sai se sará un museo all'aperto o se tornerá ad essere un cuore commerciale e di divertimenti. Difficile a dirsi quando, per le amministrazioni attuali, anche una semplice decisione logica comporta la discesa pericolosa e senza risalita nel campo delle ideologie ed il peregrinare nei decenni in un oceano di congetture, senza sbarco in porto alcuno. Perché non c'é nulla che duri davvero in Brasile? perché una cittá riesce a distruggere in pochi anni la Praia de Iracema ed il Mirante, punti turistici conosciuti, locali vivi, dove la vita di Fortaleza scorreva realmente con un ritmo ed uno stile differente, posti che hanno contagiato migliaia di visitatori? Perché questa incuria, leggerezza, superficialitá? Eppure sono posti bellissimi, invidiati da chissá quante cittá al mondo che, al posto della legittima proprietaria, mai avrebbero permesso che fossero distrutti. Mi ricordo la praia de Iracema di vent'anni fa: qualche italiano faceva addirittura paragoni con la nostra riviera ligure tanta era la bellezza, la tranquillitá, quell'atmosfera di vacanza perenne! Magari esageravano ma seduti ai tavolini dei bar a guardare il mare e la vita equatoriale della cittá che lí scorreva...qualche analogia la si poteva certamente cogliere. Ora invece siamo costretti a dividere lo spazio dello storico quartiere con una fauna di disperati, drogati, opportunisti di tutti i generi. É inutile: per quanto si tenti di nascondere il pattume sotto i tappeti, questo riappare, segno di come siano state fallimentari le politiche sociali ed educative dei decenni passati. Anni in cui troppi pensavano ad acquisire potere ed a spendere ció che da questo derivava ed il popolo era solo una parola da usare ogni quattro anni, simbologia retorica ed ideologica da sfruttarsi ed ingannare. Ed in virtú di ció, per quanti sforzi le autoritá facciano nel modernizzare, migliorare, rinvigorire la cittá, ci si scontra sempre con una grande parte di essa, dei suoi abitanti, che ne vivono al margine, che non respirano la stessa aria affaristica od ottimistica proiettata nel futuro, che non condividono scelte e progetti, non ne rispettano l'essere e ció che vuole diventare perché sono il prodotto incosciente del nulla offerto negli anni passati.
Da parte mia, forse da nostalgico, mi auguro che torni, magari in parte, ad essere come prima ma mi rendo conto che ció é forse impossibile da realizzarsi: al pari degli altri mi adegueró, ritagliandomi uno spazio fra gli skate e le biciclette, fra mendicanti e passanti di questa cittá che, come tutto in Brasile, non si ferma mai.