giovedì 29 gennaio 2015

Se becco chi ha tolto il tappo !!

Eccoci qui dunque, al primo post dell'anno. E ti pare che potevamo cominciare con qualche bella notizia? Vivendo in Brasile, di questi tempi, sarebbe stata un'impresa ardua, per un comune mortale, trovare qualche seppur lieve motivo di contentezza. Allora cominciamo a registrare, per i posteri che leggeranno queste note fra qualche anno, quelle che sono le emergenze del momento: 1) l'acqua é finita. Non solo nel Nordest, perennemente abituato alla siccitá delle regioni equatoriali ma anche nel ricco, fertile e tropicale sud-est, regione dove troviamo la maggior concentrazione di megalopoli. A San Paolo, improvvisamente, si sono accorti che invasi che pochi anni prima raccoglievano decine di miliardi di metri cubi d'acqua ora si sono improvvisamente asciugati. Ma guarda un po' che sfortuna ci tocca!! Qualcuno ha tolto il tappo e non ce ne siamo accorti! Diremo che é la solita superficialitá con la quale i brasiliani gestiscono le cose, la solita mancanza di previsione, di pianificazione unita ad un bel po' di irresponsabilitá. Il classico comportamento esagerato, di chi vive una volta sola, che deve per forza comprarsi la Hilux, che al ristorante pasteggia a wiskye e che alle feste, per conquistare, offre da bere smodatamente salvo poi accorgersi e pentirsi al momento di pagare il conto, momento in cui é solito inventare le frottole piú strampalate. Dov'erano i governi statali e federali? Hanno ignorato, in una sorta di patto scellerato fra partiti teoricamente opponenti, i consigli e gli allarmi degli scienziati e dei tecnici? Sta di fatto che entro poche settimane, la piú grossa cittá del Paese, un'area con 20 milioni di persone, che a sorvolarla ci metti mezz'ora e ti fa star male al pensiero di quante anime lí si trovano a vivere, stará razionando quel che resta dell'acqua fangosa che una volta faceva parte di grandi e splendidi laghi. Nelle dighe, niente piú energia elettrica ma pompe per succhiare i volumi morti, ossia ció che non esce per libera caduta essendosi depositato in fondo, al di sotto del livello delle chiuse: un resto che mai si pensava di dover usare. Gli scenari sono tristi e le probabilitá che questo accada sono elevatissime...e non si scherza con la matematica perché ha il brutto vizio di azzeccarci! Rio e Belo Horizonte e gran parte del Nord Est pure presentano casi analoghi. 2) L'energia, la fonte per lo sviluppo di qualsiasi economia, risente drammaticamente della mancanza d'acqua e della produzione abbondante che, una volta, si originava dal passaggio del prezioso liquido attraverso i generatori: in un giorno particolarmente caldo di questo mese, una fetta di paese é rimasta per un'ora senza fornitura a causa di un mancata risposta del sistema nazionale ad un improvviso picco di consumo. Il grande colosso, che qualcuno pensava essersi svegliato, ha dovuto comprare energia in Argentina!! Che smacco dopo il 7-1 con la Germania! 3) Per finire con il rosario di disgrazie, mettiamoci la Petrobras, ormai quasi al default, il cui valore azionario é ormai ai minimi ed alla cui triste sorte di essere stata spolpata e rosicchiata durante le ultime amministrazioni lulopetiste, si aggiunge quella di dover ritirare dai bilanci gli investimenti milionari, come quelli della Raffineria Premium che avrebbe dovuto sorgere a Pecem (portando al raddoppio il PIL dello Stato del Ceará), vedendo quindi ridursi ulteriormente il proprio valore, trasformando in passivi certi quelli che dovevano essere attivi futuri e negando prospettive migliori a generazioni di brasiliani. Per noi un'ennesima riprova dell'incompetenza degli ultimi governi. Triste dire: "lo avevo detto" o "me lo aspettavo". Ci siamo purtroppo dentro tutti fino al collo: nel fango peró.

sabato 15 novembre 2014

Felici di stare lassú...

Parafrasando la famosa canzone, puntualmente e come promesso, vi aggiorno circa i progressi fatti dalle cittá brasiliane nel loro percorso vittorioso di raggiungere il top della classifica delle piú violente al mondo. Il precedente articolo, visibile cliccando qui ci mostrava la realtá del 2013: Fortaleza si piazzava 13ª mentre Maceió arrivava al 6º posto. La situazione (per i lettori che seguono il blog era chiaro), non poteva che migliorare ed infatti, eccoti servita la capitale del Ceará al 7º posto ed addirittura riducendo le distanze da Maceió, eterna rivale, ora al 5º posto.
Nessun miglioramento neanche a livello nazionale: infatti il Brasile aumenta le sue presenze nella nefasta classifica passando a contare 16 cittá rispetto alle 15 precedenti, registrando l'uscita di Brasilia e Curitiba ma guadagnando la presenza di Belo Horizonte, Aracajú e Campina Grande.
Da notare che quasi tutte le capitali del nord e nordest sono rappresentate mentre non troviamo le tradizionalmente ritenute violentissime Rio e San Paolo, avendo quest'ultime indici di omicidi per quota di abitanti minore. 
Riflettiamo anche sul fatto che, piú la ricchezza (cosiddetta, reale o inventata dal Governo) avanza e, teoricamente, tende ad avvicinare le due aree geografiche nord e sud, colmandone la disparitá economica, non succede invece, come da sempre dico, un miglioramento in termini di cittadinanza, di comportamento, di senso del rispetto e del dovere verso la comunitá e di civiltá. Vediamo invece imperversare tentativi di arricchimento fraudolento, brama di possesso di oggetti futili ma cari, furbizie, dominio pressoché assoluto delle droghe nelle periferie e nell'interno, aree in cui la pastura governativa del Bolsa arriva copiosa. Sicuramente c'é un nesso e comunque, occupazione fissa e miglioramenti economici non portano direttamente ad un miglioramento personale e delle comunitá in cui viviamo, per questo continuo a credere che sia necessario il ricorso a leggi severe ed a garanzie minori per i delinquenti, per affrontare l'emergenza in corso, lasciando le retoriche ideologiche di lato senza dimenticare comunque di educare le nuove generazioni meglio di quanto sia stato fatto finora. Senza interventi radicali, la testa della classifica sará presto raggiunta da una delle nostre cittá. Per coloro che volessero leggere la classifica, opera di una ONG messicana che da anni si impegna a catalogare questi dati, il collegamento all'articolo é disponibile qui.

domenica 5 ottobre 2014

Come ti invento un paese che non c'é.

Finalmente, dopo tre mesi di estenuante lavaggio del cervello, é arrivato il giorno delle elezioni. Siamo ancora una volta sopravvissuti all'anacronistica propaganda elettorale obbligatoria, martellata a reti unificate, ed agli spazi pubblicitari delle TV commerciali praticamente occupati a tempo pieno da questo o quell'altro candidato, tutti opportunisticamente alla ricerca di un lauto salario pubblico, tutti senza minimamente chance di modificare nulla. A proposito: ma dove li prendono i soldi?? Si tratta di miliardi spesi per niente, sacrificati sull'altare della cosiddetta democrazia, che permette, tra le tante assurditá come il voto obbligatorio, al presidente in carica di usare la macchina governativa per farsi rieleggere e perpetuare cosí lo scempio dei denari pubblici. La campagna elettorale é stata basata al 100% sulle balle raccontate dalla rossa-stellata ricandidata "Presidenta" con la benedizione di Santo Lulalá, patrono della patria. Il Paese non avanza? I dati sul PIL ed inflazione preoccupano? La moneta si svaluta? Niente paura. Sono solo illazioni della stampa reazionaria e antidemocratica (e mettiamoci pure al servizio degli americani, che non fa mai male!) che sparge notizie non veridiche. La Petrobras affonda? Con i suoi soldi si comprano raffinerie spendendo miliardi e le si vende ricavando milioni? La quotazione in borsa ai minimi? Ma chissenefrega compagni! Nel mio prossimo governo lotteró contro questa piaga che é la corruzione e la sconfiggerò con misure drastiche. (giá sentito dire dal metalmeccanico alcuni anni fa...); per ora, aumenta la benzina e la cassa alla Petro gliela rimpinguate voi! Le infrastrutture portuali, stradali e ferroviarie continuano precarie? Pochi, insufficienti e mal orientati gli investimenti nel settore? L'importante é dimostrare che il Paese ha speso, per il settore, negli ultimi anni, quanto mai fu impiegato dai governi precedenti. Poco importa poi che il 70% delle strade sia a livello di terzo mondo, che le ferrovie non esistano e che i porti li si faccia a Cuba invece che in Brasile e si spendano soldi per autostrade boliviane in maniera da permettere un migliore collegamento con l'economia "fiorente" di quel paese e con il suo prodotto di maggior consumo all'estero: una foglia ed i suoi derivati. Ma dai, vedila da un altro punto di vista: guarda come é aumentata la classe media! Proprio oggi, un giornale locale pubblica un articolo interessante in materia. Per essere classe media nel nordest bastano circa 300 Reais al mese per persona, considerato un nucleo familiare medio, con 1500 Reais si entra di diritto nel paradiso del consumismo brasiliano! Ho addirittura scoperto (ma ancora stento a crederci!) di appartenere al top della classe media, quasi nella medio-alta: sono quasi un ricco con i miei 1500 uniti agli 800 di mia moglie, frutto di 44 ore di lavoro settimanali e di 14 ore al giorno impiegate tra l'arduo compito di spostarsi a Fortaleza e l'esercizio della propria professione. Ed io che mi lamentavo! Meglio che sto zitto d'ora in avanti!! Molto interessante é sapere che un povero riesce a mantenersi con circa 100 R$ al mese... ma lo anno mai fatto un salto al supermercato? Qui una moto 125 cc, di manifattura e stile cinese, usata per il dislocamento cittadino delle classi basse costa circa 7000 Reais: come farebbe un povero a comprarla? Una vettura popolare, che esce dalle catene di montaggio brasiliane ancora con i vetri manuali, senza servo-sterzo e opzionali ormai basici in qualsiasi paese, costa la bellezza di 30000 Reais: come farebbe a comprarla un individuo nel Top Class media con la sua fantastica rendita mensile? Facile direte voi: finanzia l'acquisto! Calcolate allora gli interessi sull'operazione, a livelli del 100% annuale e vedrete che, anche se utilizzasse tutte le risorse guadagnate, ossia senza spendere nulla per affitti, alimentazione, trasporti, figli, vestiti, lavoro ecc, gli ci vorrebbero dai 3 ai 4 anni per sedersi sulla  fantastica vetturetta! Allora c'é qualcosa che non va nelle statistiche: in giro vediamo comunque un'economia che tira e qui, la macchina piú acquistata e la Toyota Hilux. Forse che i ricchi siano la maggioranza e non lo sapevamo? Un esimio dottore che commenta la notizia ci fa notare come il governo fissi arbitrariamente i valori come arbitrariamente inserisce tutti gli aventi diritto a sussidi federali come il famoso Bolsa Familia, nelle liste dei realmente impiegati, facendo precipitare l'indice di disoccupazione a livelli norvegesi. A mio parere, il quadro reale del Nordest di oggi e di una preponderante povertá, troppo assistita da misure governative palliative e da un'altrettanto estesa classe abbiente, composta in grande parte da commercianti, proprietari immobiliari e da moltissimi stipendiati d'oro dell'apparato pubblico federale e statale, sempre corteggiati in 12 anni di "lulapetismo". Le cose sono lievemente migliorate, lo ammetto, soprattutto qui nel Nordest dove una certa crescita é innegabile ma non mi sembra di vedere la divisione in classi segmentate con i valori mostrati dallo studio e neanche quella entusiastica tratteggiata dal governo ed utilizzata troppo spesso per vendere il paese lá fuori o nei periodi elettorali. Ma si puó continuare cosí? Si possono continuare a manipolare questi dati, pur nella considerazione che qualcosa é migliorato ma che ancora troppo ci sarebbe da fare? Potranno i brasiliani accorgersi di tutto questo e con il loro voto porvi rimedio, magari provando a cambiare gli attori politici? Il sistema politico brasiliano é molto complicato e fatto su misura per perpetuarsi a scapito della societá e dei suoi bisogni. Ho qualche dubbio che possa presto esservi un rimedio, ma ci spero!

martedì 16 settembre 2014

Rapine sulla Beira Mar: é cessato l'effetto Coppa

Le auto-pattuglie sono moderne: l'efficacia peró é dubbia.
L'articolo precedente, che tracciava un parallelo tornando indietro a cinque anni fa, analizzando alcuni degli atavici problemi del Paese, aveva ricevuto il commento di un lettore che forniva la sua recente esperienza di Fortaleza, cittá nella quale tornava dopo cinque anni e dove, visitando le sue regioni piú turistiche, vedeva molto migliorato l'aspetto sicurezza. Nella risposta, avevo sottolineato come le aree turistiche stessero beneficiandosi di un sistema di sorveglianza messo in atto durante la Fifa World Cup 2014 e quindi sperimentassero meno criminalitá. A smentire me ed il lettore, un articolo (potete leggerlo qui), apparso sulla prima pagina del quotidiano "O Povo" di Fortaleza. La cronaca narra la brutta avventura vissuta per un consigliere comunale in carica, il quale, passeggiando con un amico, ex consigliere comunale, nelle vicinanze del famoso Giardino Giapponese, quindi in una zona eccellente del lungomare della capitale, é stato vittima di una rapina a mano armata, umiliato e picchiato da malviventi, dileguatisi in pochi minuti dopo averlo derubato. La polizia é arrivata, frettolosamente, circa 45 minuti dopo, in tempo comunque per sentire le lamentele dello sventurato a rispetto del perfetto sistema di sorveglianza messo in pratica dall'attuale governatore. Signori, la situazione qui é questa, volente o nolente. Molte aree del paese sono pericolosissime ed é inutile nascondersi dietro realtá fittizie: solo un drastico cambiamento del codice penale ed una maggiore efficacia della polizia, il cui effettivo é troppo ridotto per rispondere all'attuale livello di criminalitá, potranno cambiare le cose. Oggi i banditi in Brasile sono troppi, si fanno a beffe di tutto e di tutti e le leggi non intimoriscono piú; Lo sfrenato garantismo e l'inversione dei valori hanno vinto: che ci protegga Iddio.

lunedì 8 settembre 2014

Cosa é cambiato in cinque anni

Mi sono accorto che il blog é invecchiato. Alcune notizie ora sono utilizzabili a livello storico-statistico. Questo mi fa piacere. Su gentile richiesta di un nuovo lettore, il quale suggerisce di provare a tracciare un parallelo fra la situazione che ha letto in un mio post pubblicato nell'ormai lontano 2009, riportante il titolo "futuro in evidenza" e la situazione attuale, provo a cimentarmi nel tentativo, decidendo di farne un nuovo topico proprio per la sua importanza d'analisi in uno spazio temporale ormai quinquennale.
Allora: vediamo cosa ritenevo potesse portare vantaggi stralciandolo direttamente dall'articolo.
2009"Il paese ha raggiunto lo status di " idoneitá ad investimenti internazionali" come sancito dalle principali agenzie finanziarie; ha una moneta stabile e riserve monetarie ingenti ed in aumento, tanto da permettersi, durante la recente crisi, di prestare soldi all' FMI; Grandi imprese ben capitalizzate e nei settori trainanti come l'energetico, imprese che sono molto ben valutate; un mercato interno grande, molto vivo e dinamico; Ha scoperto riserve di petrolio in mare e che lo porteranno ad essere il sesto produttore mondiale nel 2030 ed il decimo come riserve; politicamente molto attivo a livello internazionale con un Ministro degli Esteri considerato tra i migliori al mondo é in procinto di conquistare la poltrona di membro permanente del consiglio di sicurezza dell'ONU; Ospiterá i mondiali di calcio del 2014 e le Olimpiadi del 2016"
2014: Il paese é ancora solido finanziariamente e considerato buon pagatore. Il suo rating é rimasto stabile. Il debito verso l'estero é aumentato portandosi a circa 320 MLD USD ma anche le riserve in valuta internazionale sono ingenti, superando il debito; Il cambio, un po' altalenante, non ha aiutato troppo ma, alternativamente, ha favorito ora gli esportatori ora le imprese importatrici. Le grandi imprese rimangono sostanzialmente forti ma con un cedimento sensibile della Petrobras, succhiata politicamente dal succedersi di governi PT-PMDB. Il futuro stesso dell'impresa é in discussione: privatizzazione d'emergenza a prezzo di banane o tentativo di risanamento e ristatalizzazione? Il mercato interno continua forte (sebbene con una minore propensione all'acquisto sorta proprio in quest'anno), tanto da influenzare fortemente i capitali in entrata che si dirigono a sostenere l'import d'imprese nazionali che alimentano il mercato interno, piuttosto che a strutturare societá che potrebbero rafforzare l'export. Il petrolio chiamato "pre-sal" comincia ad essere pompato e venduto ma gli effetti economici ancora non si vedono: salverá forse la cassa della Statale del petrolio? La Petrobras vende grezzo e compra raffinato continuando con flussi economici spesso sconfinanti nel rosso. La politica estera invece si é rivelata fallimentare soprattutto nell'ultimo governo Dilma: pessime decisioni legate ad un intramontabile credo ideologico hanno finito col prevalere ed isolato il paese dal mondo che conta, avvicinandolo al blocco bolivariano del sud-america. Il posto di membro permanente se lo sono sognato ed i Mondiali hanno portato solo caos nelle cittá per lavori spesso futili ed una perdita di PIL durante i trimestri prima e dopo l'evento... Comunque hanno proiettato cittá come la nostra in un ambito internazionale.
2009grandi sacche di emarginazione, milioni di miserabili ed analfabeti, distribuzione assolutamente non equilibrata della ricchezza, istruzione pubblica e sanitá allo sfascio, trasporti precari, strade bombardate e pericolose, criminalitá dilagante per il massiccio aumento di commercio di droga e per la scarsa efficacia della polizia e della lentissima giustizia per leggi antiche, non adeguate agli eventi e spesso neanche applicate, corruzione, indisciplina ed irresponsabilitá in generale dovuta a poco controllo da parte delle autoritá, parti interne del paese in abbandono e metropoli sempre piú grandi ed invivibili.
2014: L'analfabetismo é complessivamente migliorato ma negli ultimi anni dell'era Dilma é tornato alla flessione. È migliorata la distribuzione della ricchezza anche se non di molto. Sicuramente meno popolazione in regime di indigenza. Alcune opere pubbliche hanno migliorato le infrastrutture ma il Brasile dovrebbe spendere almeno il 7% di PIL in investimenti se volesse un vero miglioramento mentre ne stanzia solo il 2%. Criminalitá: peggiorata quasi ovunque la situazione e lo sanno bene i lettori che seguono il blog (peraltro mi sono stancato di pubblicare notizie su assassini e omicidi...). Non sono state fatte riforme necessarie: Tributaria, Codice Penale, Procedura Penale, Politica ed Agraria. Insomma: un bel tirare a campare negli ultimi anni anche se con un lieve miglioramento.
I governi Lula e Dilma hanno fatto alcune cose positive sul piano sociale, controbilanciati da fenomeni di corruzione e di controllo predatorio delle risorse davvero sensazionali: é ora tempo di governi che rilancino l'impresa ed il capitale, eticamente e nel rispetto delle condizioni di crescita sostenibile. Speriamo in bene!

giovedì 21 agosto 2014

Per quel pugno di voti.

Aperte le danze elettorali, precipitato misteriosamente l'aereo di uno dei migliori pretendenti (a proposito: tutto apparentemente segretato, emerge solo, tra lo stupore generale, che la scatola nera riporta conversazioni di un'altro volo e che l'areo, che un video ritrae mentre cade come una pietra, ha semplicemente "perso portanza" durante il tentativo di decollo!!), ci si ritrova comunque ad auspicare un cambiamento generale.
Personalmente ritengo che il Brasile abbia perso una grande occasione in questi ultimi dodici anni. Il gigante, da sempre assopito, si é svegliato, stiracchiato, ma poi, sotto il pesante influsso ideologico e la palese incompetenza dei suoi domatori, si é steso ed é tornato a dormire. L'ultimo sussulto fu la coppa , ma pure lí la bastonata presa con la Germania é servita, se non altro, per ribadire la necessitá di un riposo o meglio, di una degenza. 
Il gigante ora dorme. Tutti noi abbiamo perso il momento giusto, l'attimo perfetto per trasformare il Paese. Le riforme, quelle che lo avrebbero lanciato nella competizione internazionale con lo spirito di primeggiare, quelle che avrebbero dovuto semplificare, punire i colpevoli, migliorare, moralizzare ecc, sono state coscientemente promesse ma mai eseguite dal partito rosso-stellato al comando. Chiaro che a loro non gliene poteva importare di meno: il loro ricco bottino é stato ampiamente garantito e, per non scontentare l'ala piú ideologizzata, quella che ancora crede al mito bolivarian-cheguevarista, si é scelto, di mantenere ancorato il Paese al blocco dei falliti dell'america del Sud, Argentina e Venezuela, mentre il flirt con Cuba e Bolivia si mantiene appassionante (con profusione di denari pubblici per costruire porti nell'isola caraibica). Ora la sfida si sposta in televisione, dove, come al solito, é tornato a seccarci l'orario elettorale gratuito obbligatorio. Dovete sapere che qui é obbligatorio votare ed é obbligatorio che le televisioni, in perfetto sincronismo d'orario, concedano ore a centinaia di partiti, movimenti, liste e candidati, tutti a dire le loro ricette magiche e tutti convinti di cambiare in meglio. Qualcuno, come il deputato Mauro Filho del Ceará, addirittura si sbilancia affrettandosi a chiedere al parlamento locale, di approvare una modifica costituzionale che permetta alle migliaia di "chiese" evangeliche e affini, oltre a non meglio identificati "luoghi di culto", di poter essere costruite e gestite senza nessun obbligo di legge per quanto riguarda i permessi, estendendo questa deregulations anche all'obbligo di rispettare il volume durante le strampalate funzioni che sempre piú si assomigliano a sagre paesane con bande e gruppi stonati ma rigorosamente dotati di martellanti e completissime batterie. Pensa che invenzione il deputato: con tutto quello che poteva fare per pensare a risolvere i problemi (troppi) che attanagliano la gente normale, quella che, al contrario di qualcuno, lavora anche 12 ore al giorno, s'infila negli autobus stracolmi che si incastrano irrimediabilmente in un fiume stagnante di veicoli, simbolo glorioso della potenza del gigante e dei suoi addestratori, s'impegna in una crociata contra una supposta prevaricazione degli organi di controllo ai danni di questi "poveri" centri di culto che fanno solo bene alla gente. Cosa si fa per un pugno di voti in piú!

mercoledì 13 agosto 2014

Addio Eduardo Campos.

Oggi avevo pronte un paio di notizie che fornivano un ritratto fedele della situazione di stagnazione in cui versa l'economia brasiliana, prigioniera di logiche terzomondiste e bolivariane da ormai dodici anni... nel leggere stavo considerando come sarebbe stato bello avere un'alternativa al governo, qualcuno che potesse cambiare le obsolete ed inadeguate politiche tributarie che impediscono la crescita economica, sfoltire il grappolo di ridondanti e superflui ministeri o che potesse dare una scossa al radicato immobilismo in materia economica. Purtroppo, proprio mentre meditavo sul da farsi, sono stato colpito dalla notizia che uno dei candidati, uno di coloro che potevano intraprendere le azioni riformiste tanto sperate, é deceduto in seguito ad un incidente aereo.
La sfortuna ha colpito Edoardo Campos, economista, simpatico, sorridente, il volto giovane della politica brasiliana con un futuro davanti, volitivo ex governatore di Pernambuco. Lí, in otto anni, ha contribuito a fare emergere lo Stato come uno dei piú promettenti economicamente, cambiando il volto delle infrastrutture, dei trasporti e della capitale, oltre che riducendone di molto gli elevati  indici di criminalitá. Chissá cosa é successo a quel Cessna Citation, bimotore a getto nuovo e dalle elevate performance, che trasportava la comitiva nelle tappe serrate della faticosa campagna elettorale. Dicono che stesse tentando un'atterraggio a Santos ma, per cause ancora da accertare, abortito il contatto col suolo, ha tentato di riprendere quota schiantandosi poco dopo in un quartiere residenziale. Da quello che ho appreso, si esclude che si tratti di attentato, per la dinamica con cui si é svolto l'incidente. 
Colpisce comunque. Un uomo é sempre un uomo, anche un politico, anche un Presidente. La morte spesso ci attende dietro l'angolo: non vota e non attende gli esiti delle tribune elettorali, come spesso non attende la nostra piccola ma indaffarata vita.